Da cameriere a rider durante il Covid
Da cameriere a rider durante il Covid
La storia di Basilio Perotti
Basilio Perotti 28 anni, di Monterubbiano, da tre anni vive e lavora a Milano come cameriere.
La sua azienda, in questo
difficile
periodo,
ha
cambiato la sua mansione passandola da cameriere di sala a Rider, lavorando 8 ore al giorno.
Il
suo
compito è
quello di effettuare consegne a domicilio e questo gli ha consentito, non solo di continuare
a
lavorare
in
un momento di totale stallo per la quasi totalità del mondo dell’occupazione, ma di poter
continuare
a
svolgere con passione ciò che ama di più.
1)Com è maturata la decisione di trasferirti a
Milano?
Ho deciso di trasferirmi a Milano
circa
tre
anni
fa. E’ stata una scelta dettata soprattutto dalla voglia di crescere dal punto di vista
professionale.
Ero stufo di andare avanti con la precarietà di lavori stagionali e mi sentivo limitato
dalle
poche
opportunità lavorative offerte dal luogo in cui vivevo.
Una parte rilevante, in questa
mia
scelta,
l’
ha avuto il periodo in cui ho vissuto in Australia, grazie al quale ho realizzato che per
riuscire
a
creare qualcosa è importante avere esperienza e partire dal principio e per questo,
bisogna
trovare il
posto giusto e Milano lo era in quel momento.
Ora, sono fiero di questa scelta perchè,
nonostante
gli
inizi non siano stati facili, questa “Big City” mi sta dando molte soddisfazioni sia a
livello
lavorativo che professionale.
2)Da quanti anni lavori nel servizio della
ristorazione?
Ho iniziato a lavorare nella
ristorazione
circa dieci anni fa, quasi per caso. Come in tutti i nuovi inizi, nè ho scoperto la
bellezza un
pò
alla
volta, fino a non riuscirne a farne a meno in seguito.
Ho un rapporto molto complesso
con il
lavoro,
per via degli orari, che comportano uno stile di vita diverso da quello di tutti coloro
che
hanno
un
lavoro con orari standard, ma nonostante questo, ricavo grandi soddisfazioni dal servizio
che
svolgo.
3)In cosa ti hanno aiutato le tue precedenti
esperienze
lavorative?
I miei diversi impieghi hanno
sicuramente
forgiato il mio carattere, facendomi diventare la persona che sono oggi.
Ho molta più
pazienza
rispetto a qualche anno fa ed ho trovato un equilibrio che, assieme alla passione per il
lavoro,
mi
aiuta a svolgere al meglio tutte le mie attività.
4)La tua mansione è stata cambiata a partire dal
mese di
Marzo,
passando da cameriere a rider, come la stai vivendo?
Questo cambiamento non mi disturba affatto perchè,
nonostante mi
manchi
il contatto diretto con i clienti, riesco ugualmente a ricavare un’ energia positiva da
ciò che
faccio.
So che stoconsegnando ai nostri clienti dei prodotti di prima qualità in un
momento
molto
difficile e vedere le loro espressioni soddisfatte, mi riempie di emozione e mi spinge a
fare
sempre
meglio.
Non a caso, la mia frase di presentazione è: Sorridi agli estranei e potresti
cambiare
una
vita!
5)Il
settore
della
ristorazione è certamente uno dei più colpiti dall’emergenza sanitaria, il modello di
Rider e
conseguente E-Commerce, potrebbe essere una soluzione per mantenere il proprio lavoro e
consentire
al
settore di emergere da questa difficile situazione?
Certamente. Questa transizione rappresenta un periodo di
prova
che
può
contribuire a comprendere meglio le potenzialità del Settore.
Ovviamente non è un buon
momento,
ma
proprio per questo, è importante sapersi reinventare, questo nuova modalità di lavoro
permette
almeno
di
porre rimedio ai più urgenti problemi lavorativi ed economici che dobbiamo affrontare noi
giovani.
Potrebbe anche essere un’opportunità per valorizzare il nostro lavoro che, al
contrario di
quanto sostengono alcuni, è comunque un’attività rispettabile e con una sua rilevanza
sociale.
6)Ritieni che questo modello potrà essere
replicabile
nel
territorio fermano?
Ho amici e parenti che
lavorano
nel
fermano, nell’ambito della ristorazione, e so che alcuni di loro, come il Ristorante
Rivamare a
Marina
di Massignano, ha iniziato ad adottare il modello del delivery con consegna a
domicilio.
In
questo
modo, oltre a far sentire la loro presenza ai propri clienti, possono creare un canale di
comunicazione
con futuri clienti.
Qui a Milano e nel Nord Italia in generale, la questione è più
semplice
perchè
il
mezzo è già diffuso e le persone vi sono maggiormente abituate.
Nelle Marche invece,
oltre a
non
essere una modalità radicata, si aggiunge la difficoltà di raggiungere diversi paesi in un
territorio
frammentato.
Di certo, se si svilupasse questa nuova mentalità, molte persone nè
trarebbero
beneficio: penso agli anziani che, grazie ad un ordine effettuato da figli o nipoti,
potrebbero
ricevere
la spesa comodamente a casa.
Inoltre, così facendo, si potrebbero generare nuovi posti
di
lavoro,
anche se ancora poco retribuiti.
Aumentando gli ordini, aumenterebbe la richiesta di
Rider e
si
potrebbe generare un circolo virtuoso. E’ una visione ottimista, ma potrebbe essere
applicata al
territorio, studiandone le peculiarità.
7)Cosa ti manca di più del tuo paese,
Monterubbiano?
Di Monterubbiano mi manca
tutto.
Mi
mancano l’aria pulita ed i suoi panorami; mi mancano i parenti, gli amici e persino i
conoscenti.
Mi
manca passeggiare per le vie del paese, ridendo e scherzando con gli amici di sempre, mi
mancano
le
feste, le sagre, e la rievocazione storica della Pentecoste.
Insomma, tutto…amo il mio
paese
ed
ogni
volta che torno per le vacanze, sono entusiasta all’arrivo e triste alla partenza.
8)Come immagini il tuo futuro?
Domanda difficile! Sicuramente mi immagino con la mia
attuale
compagna
di vita e, con lei al mio fianco, vorrei poter realizzare il mio sogno di avere un locale
tutto
mio.
Vorrei aprirlo a “casa”, nelle Marche, perchè credo sia una delle regioni più
belle
d’Europa,
dove abbiamo la fortuna di avere, nel giro di pochi chilometri, mare, montagna e
colline.
Penso
che
dobbiamo valorizzare il nostro splendido territorio e farlo conoscere al resto d’Italia ed
all’Estero,
puntando sulla nostra capacità e voglia di fare.
Sono una persona che ama vivere nel
presente
e
godersi ogni istante, perchè, sono convinto, che il futuro lo creiamo nel qui ed ora e
nella
vita
non
sono importanti i passi che fai ma le impronte che lasci.
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Tratto dall’intervista di Barbara Palombi per Vivere Fermo.
Link all’originale: https://www.viverefermo.it/2020/04/27/monterubbiano-da-cameriere-a-rider-la-storia-di-basilio-perotti/785387